ZONA ROSSA
Dott. Porka’s P-Proj |
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Street-photo performance
Inaugurazione venerdì 28 maggio 2010
L’ultima mostra della stagione del circolo culturale Amantes inaugura all’interno del 13° Festival Cinemambiente. Una installazione che celebra la prima mostra personale dei Dott. Porka’s P-Proj, un collettivo “antiartistico” che utilizza l’arte come strumento di comunicazione per denunciare, al cittadino ignaro, lo scempio scellerato del nostro territorio. Una tematica sociale e ambientale cara al Festival Cinemambiente che ha accolto la nostra proposta inserendola nella sua programmazione.
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Zona rossa è un termine del gergo militare. Indica quelle parti di territorio in cui la sicurezza non può essere garantita né a chi vi risiede né a chi vi transita. Per estensione, la stessa definizione viene assegnata a tutte quelle aree in cui è vietato l’accesso a chiunque non sia autorizzato. In Italia le zone rosse sono migliaia. Spazi sequestrati per i motivi più disparati: frane, smottamenti, terremoti, scorie tossiche, controversie giudiziarie. L’inaccessibilità imposta consente alle autorità di potersene “dimenticare”.
Le zone rosse sono gli spazi in cui diventa tangibile quello che Pier Paolo Pasolini definiva “l'operare del Potere che ci è estraneo con le sue finalità militari ed economiche che ci coinvolgono passivamente e quindi con violenza” (Tempo, 9 agosto 1969), quell'agire violento che istituisce zone rosse per sottrarre un territorio ai suoi abitanti. Proprio come è accaduto a L’Aquila.
I Dott. Porka’s P-proj operano violando le zone rosse per le loro street-photo performance, smascherare la blindatura falsamente utilitaristica delle autorità, e restituirle in questo modo all’occhio degli uomini.
In questa retrospettiva sono presentate tre “red zone” in cui i Dott. Porka’s sono intervenuti: Punta Perotti, l'ecomostro di Bari progettato da Renzo Piano e sequestrato per 10 anni, la spiaggia di amianto di Torre Quetta (BA) sequestrata nel ’99 ed ancora oggi inaccessibile, e l’Amiantifera di Balangero (TO), la cava di amianto più grande d’Europa, ancora blindata e non bonificata.
Chi sono i Dott. Porka’s P-Proj
Attivi dal 2002, i Dott. Porka’s P-Proj raggiungono la notorietà con “L’Ultimo Giorno dell’Ekomostr0”, la street-photo performance ambientata nel cantiere sequestrato di Punta Perotti prima del suo abbattimento. Concepiscono il territorio come un gigantesco ready-made object sul quale operano con lo strumento della street-photo performances, tecnica di intervento multiplo nello spazio formalizzata nel loro manifesto. I loro lavori sono stati inseriti nel libro antologico “Future Images” a cura di Mario Cresci e pubblicato nel 2009 da MottaEditore.
http://www.porka.biz


"PANE & AMIANTO"
Street-photo performance, 2010
Zona rossa:
cava di amianto “Amiantifera” di Balangero-Corio (Torino), cessata attività 1990, a tutt’oggi inaccessibile.
L’Amiantifera di Balangero è la cava d’amianto più grande d’Europa.
310 ettari di territorio, al suo interno una rete stradale di 15 km, 70.000 metri cubi di vasche lavorazione fanghi, 65 milioni di tonnellate di detriti di amianto, 40.000 metri quadri di capannoni industriali. L’Amiantifera non è solo la cava per eccellenza, l’Amiantifera è il simbolo dell’Eternit, leader mondiale del cemento composito, impresa-colosso che dalla sua fondazione, nel 1903, ha disseminato per il mondo il cancro ed il tumore nei polmoni di migliaia di persone. L’Eternit è stata per molti anni padrona della cava di Balangero e delle 170.000 tonnellate di amianto che ne venivano estratte e vendute in tutto il mondo. Il miliardario svizzero Stefan Schmidheiny, il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, padroni dell’Eternit grazie al business dell’amianto sapevano che si stavano arricchendo in maniera immorale, distribuendo morte sul pianeta, a partire dai propri operai.
Gli studi di Irving Selikoff, pneumologo americano di fama mondiale, provano inconfutabilmente già nel ’65 che l’amianto provoca tumore ai polmoni. Infatti gli USA già nel ’74 ne proibirono l’uso nell’edilizia. Nel 1972 “Medicina del lavoro” pubblica una inchiesta sulla cancerosità dell’amianto. Perfino la Marina Militare italiana decise nell’85 che l’amianto era bandito dalle sue navi e dai suoi cantieri. Ciononostante solo nel 1992 viene messo al bando in Italia, e solo nel 2005 viene totalmente vietato in Europa.
L’Eternit non solo sapeva di arricchirsi sulla pelle di altri uomini e donne, ma faceva anche scaricare i rifiuti tossici delle vasche di contenimento nei fiumi e nei mari italiani fino a modificarne i letti e le coste. Negli anni ’70 il primo nucleo di operai della sede di Casale Monferrato, vedendo morire i compagni, si organizzano per avviare battaglie legali e d’opinione sulla questione. L’Eternit infiltrò tra di loro una giornalista, Cristina Bruno, perché li spiasse.
Quando nel 1979 il Pretore ordinò una perizia sulla questione la multinazionale riuscì ad imporre un proprio specialista. I compagni di merende dell’Eternit erano la Fibronit, la Fincantieri, la Breda, la Good Year. Dino Stringa, dirigente Fibronit, Luciano Lemetti, Giuseppe Cortesi, Antonio Cipponeri dirigenti di Fincantieri, sono già stati condannati. È in corso un maxi-processo sull’amianto che vede sul banco degli imputati oltre al barone belga e al miliardario svizzero anche Alphonse Emsens. L’ha istituito il PM Guarinilello.
L’Eternit esiste ancora (www.eternit.ch). Ci ha lasciato, solo in Italia, 500 kg di amianto pro-capite da smaltire. Le ecomafie ringraziano.
Il governo Berlusconi continua a non emettere il decreto che disponga il risarcimento per le vittime, nonostante esista già un fondo dedicato.
L’amianto è a tonnellate in Torino, a pochi metri dal tribunale (digitare su You Tube “Tav e Amianto a Torino Porta Susa”, del dott.Topino, specialista in medicina del lavoro).
L’Amiantifera non è più attiva dal 1990.
Sono stati assegnati per la sua bonifica 47 milioni di euro.
E’ ancora oggi chiusa.
"READY MADE (S)OBJECT (for KAMPF DER KUNST)"
Street-photo performance su poster, installazione e video (10 min ca.), 2007
Zona rossa:
spiaggia metropolitana della città di Bari sequestrato dal 2004 a tutt’oggi inaccessibile.
Il colosso belga-svizzero “Eternit” detiene il monopolio sulla lavorazione dell’amianto in Europa. La sede centrale in Italia è a Casale Monferrato (TO), mentre a Bari opera tramite la “Fibronit” che dal 1935 lavora enormi quantitativi di prodotti edili in amianto e cemento.
Dall'apertura dell'impianto fino alla chiusura avvenuta nel 1985, l’impasto di acqua e amianto proveniente dall’interno dei vasconi della mescola è stato regolarmente scaricato in una piccola insenatura sul litorale sud della città fino a cancellarla. Qui nasce la spiaggia tossica di Torre Quetta. In città si sa che la spiaggia è velenosa, ma il Comune anziché bonificare la zona decide di spendere svariati miliardi per attrezzare l'area in stile californiano. La zona viene inaugurata in pompa magna con il bagno dell'allora sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia, immortalato per l'occasione da fotografi e telecamere.
Ma la festa dura poco. Il Sindaco è l’unico a farsi il bagno, perché il sito è pericoloso e i Baresi lo sanno. La magistratura la sequestra nel 2004. Gli spazi sequestrati, mai utilizzate dai cittadini ma costruiti con le loro tasse e abbandonate alla salsedine, vengono violate in pieno giorno dai Dott. Porka’s P-proj alleati a Zoka e Zioid, che le animano con i loro incubi di carta.
Rampicanti e polipi mutanti, umani sottoposti a piovre succhiacervelli, fantasmi vendicatori di operai Fibronit tornati dalla polvere a chiedere ragione della loro morte senza colpevoli. L'area viene trasformata in una sorta di collettiva illegale di poster art.
“L’ULTIMO GIORNO DELL’ EKOMOSTR0”
Street-photo performance, 2006
Zona rossa:cantiere sequestrato dal 1997 al 2006 sul litorale barese.
Il lungomare di Bari inizia dal porto, passa per il centro storico e si allunga verso la periferia. Un suggestivo percorso di edifici del XIX secolo, che abbracciano il Teatro Margherita con le sue torri liberty, l’unico in Europa costruito sul mare, le imponenti architetture dell’ Albergo delle Nazioni ed il Palazzo della Provincia. Dall’antica cinta muraria della città è possibile abbracciarlo tutto con lo sguardo fino a perdersi nell’Adriatico.
1995. Una cordata imprenditoriale di storici palazzinari e feudatari di zona, i Quistelli, gli Andidero, e i Matarrese (sì proprio loro, quelli della Lega Calcio con un piede in Vaticano) riceve non si sa come né a quale prezzo l’autorizzazione dal Comune di Bari a edificare sul litorale cittadino a meno di 200 metri dal mare Punta Perotti, complesso di mega palazzoni nobiliari progettati dall'archistar Renzo Piano. In pochissimo tempo vengono eretti dei giganteschi volumi di cemento in piena violazione delle normative altimetriche che chiudono la vista del litorale a tutti tranne che ai fortunati benestanti che compreranno gli appartamenti una volta ultimato il complesso. La magistratura sequestra tutto nel ’97 e blinda la zona per 10 anni. Nelle fondamenta allagate di una delle mega strutture nasce un allucinante stagno postatomico. Dopo una serie di lunghe battaglie ambientaliste, il Comune decide di abbattere quella immensa saracinesca di cemento. Il Dott. Porka decide quindi di concedersi un'ultima pescata all’ombra del mostro.
Circolo Culturale AMANTES
Nel centro di Torino, dal 1996 cuore pulsante delle avanguardie creative, Amantes ospita e promuove eventi nel campo della videoarte e dei nuovi media, segue la scena cinematografica indipendente (e militante), supporta e produce artisti emergenti in campo fotografico, è laboratorio per le crew dj/vjing torinesi e per il mondo graffiti e street art. La sede si trova a Torino in via Principe Amedeo 38/a, a due passi dal Museo del Cinema; ingresso libero in galleria, accesso al circolo con tessera ARCI.
In rete su www.arteca.org.
dal martedì al sabato.dalle ore 18.00 alle ore 01.30
postazione web, rivisteria alternativa, spazio per rassegne corsi e incontri, sala relax, aperitivi tematici, ABC per bevitori gaudenti, spazio espositivo, dj e vj set, rassegne video.
Circolo Culturale AMANTES
Via Principe Amedeo 38/a, Torino
+39 011 8172427
amantes05@arteca.org
www.arteca.org
ingresso libero in galleria
accesso al circolo con tessera ARCI
lunedì/sabato, ore 18.00/01.30
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