<STRANE VISIONI>
ALBERTO SIGNETTO

ALBERTO SIGNETTO > domenica 11 novembre 2001
incontro con l'autore dalle ore 18.30, proiezioni dalle 20.00 alle 21.00

 

A SELF PORTRAIT

L'attività umana non è interamente riducibile a dei problemi di produzione e di conservazione e il consumo deve essere diviso in due parti distinte.
La prima, riducibile, è rappresentata dall'uso del minimo necessario, per gli individui di una società data, alla conservazione della vita e allla continuazione dell'attività produttiva: si tratta dunque semplicemente della condizione fondamentale di quest'ultima.
La seconda parte è rappresentata dalle spese cosiddette improduttive: il lusso,
i lutti, le guerre, i culti, la costruzione di monumenti suntuari, i giochi, gli spettacoli, le arti, l'attività sessuale perversa (cioè distolta dalla finalità genitale) rappresentano altrettante attività che, almeno nelle condizioni primitive, hanno il loro fine in sé stesse.
Orbene, è necessario riservare il nome di dépense a queste forme improduttive, a esclusione di tutti i modi di consumo che servono da medio termine alla produzione. Benchè sia sempre possibile opporre le une alle altre le diverse forme enumerate, esse costituiscono tuttavia un insieme caratterizzato dal fatto che in ogni caso l'accento è posto sulla perdita che deve essere la maggiore possibile perché l'attività acquisti il suo vero senso.
… Il termine di poesia, che si applica alle forme meno degradate, meno intellettualizzate, dell'espressione di uno stato di perdita, può essere considerato come sinonimo di dépense: esso significa infatti, nel più rigoroso dei modi, creazione mediante la perdita. Il suo senso è dunque prossimo a quello del sacrificio. E' vero che il nome di poesia non può essere attribuito in modo approppriato che a un residuo estremamente raro di ciò che serve a designare volgarmente e che, in mancanza di una riduzione preventiva, le peggiori confusioni si possono verificare; ma risulta impossibile in una prima rapida esposizione parlare dei limiti infinitamente variabili tra formazioni sussidiarie e l'elemento residuale della poesia.
E' più facile mostrare che per i rari esseri umani che dispongono di questo elemento, la dépense poetica cessa di essere simbolica nelle sue conseguenze: così, in una certa misura, la funzione di rappresentazione impegna la vita stessa di colui che l'assume. Essa la vota alle forme più fallaci di attività, alla miseria, alla disperazione, al perseguimento di ombre inconsistenti che non possono dare altro che la vertigine o la rabbia.
Succede spesso di non poter disporre delle parole che per la propria perdita, di essere costretti a scegliere tra una sorte che fa di un uomo un oggetto della pubblica riprovazione, tanto profondamente separato dalla società quanto le deiezioni lo sono dalla vita apparente, e una rinuncia il cui prezzo è un'attività mediocre, subordinata a bisogni volgari e superficiali ...


Georges Bataille
extraits de La notion de dépense
La critique sociale n° 7, janvier 1933

… old red rhino walking in the roads …

… quelle strade che
abbiamo percorso insieme
marciando
qualche lustro fa.

Ora il ricordo si fa forte
come forte è la rabbia
del presente
per gli amici invecchiati
senza più utopie
che ti chiamano
peter pan
come i vecchi studenti incazzati
diventati pacifici professori

e le amiche di un tempo
zie mamme cognate
non vogliono ricordare
i fasti dell'inutile
e meraviglioso dispendio
che ci legò
sometimes
mi hanno detto
che le polaroid ammuffiscono
rimangono i lavori
gli scritti i video
che forse non deperiscono mai
e che qualcuno
par hasard
ancora vuol vedere
e pensare
e chiedere …
e tu sei solo lì davanti
disarmato
in tasca un biglietto piegato
con le parole di Gottfried Benn
" … richiesto del suo
agire e pensare,
non può che respingere
la domanda.
e alludere a un atto segreto ".

… sans rêve ni trêve
enfermé parmi les voix …

TRE CONSIDERAZIONI DALLA CITTA' DELLA FABBRICA MORENTE

(à Turin) l'automne est, paraît-il, la plus belle saison.
En somme l'air doit receler un élément dynamique.
Qui se fixe ici devient roi d'Italie …

Friedrich Nietzsche
lettre à Peter Gast, Turin 1888

1. LA SORTIE DE L'USINE.
" Quando dalla finestra della mia camera, situata molto in alto, guardo la città, i tetti, i muri e i comignoli alla luce plumbea di un'alba autunnale, quando osservo a volo d'uccello tutto quel paesaggio irto di costruzioni, appena uscito dalla notte, pallidamente albeggiante verso l'orizzonte giallo, ritagliato a stri-sce chiare dalle forbici nere e fluttuanti del gracchio delle cornacchie, ecco, io sento che questa è la vita."(*)
Cito con qualche imbarazzo le parole che il grande scrittore polacco Bruno Schulz dedica alla sua Drohobycz per introdurre la prima mia considerazione su Torino, la città in cui vivo e lavoro.
Il leviatano annidato nei sotterranei del paesaggio irto di storiche officine ormai rantola, e la città - nella sua interezza composita -titubante esce dalla notte della monocultura industriale, vero e (quanto?) premeditato sbarramento alla pratica della creatività.
Questo non significa - e da almeno una quindicina d'anni - che nessuno si sia mosso e si muova nella notte, anzi: le tenebre hanno affinato la vista e soprattutto la resistenza di una generazione di autori che nella città hanno caparbiamente resistito alle rade lusinghe di un'avventura sul Tevere e soprattutto alla guerra per bande nei corridoi del desolante panorama televisivo nazionale, ben reso dall'icona mitologica del biscione strisciante attorcigliato alle zampe di un cavallo caduto.
E la costruzione e il rafforzamento di strutture sotterranee fino al loro riconoscimento istituzionale - cittadino e poi nazionale - si sono dipanati in questi anni, tra inevitabili momenti di scoramento e feroci tentazioni di branco, con la partecipazione variamente attuata da tanti - anche se non da tutti.
Già, perché - sempre prendendo a prestito le inimitabili parole di Schulz - nella notte buia e tempestosa colpivano alla cieca le forbici della censura e del management, dell'audience e della legge di mercato, applicate con furore dai neofiti dell'impresa.
E volavano basse basse le cornacchie del facile consenso.

2. LA RONDE.
" In quelle prospettive che si aprono sulle profondità del giorno, lo sguardo si aggira come nell'archivio di un calendario e, come in sezione, distingue le stratificazioni del giorno, le registrazioni infinite del tempo, che scorrono in due spalliere nella gialla e luminosa eternità. Tutto ciò si sovrappone e si ordina nelle fulve e remote formazioni del cielo, mentre in primo piano restano il giorno e il momento attuali, e raramente qualcuno solleva gli occhi verso le scaffalature lontane di quell'illusorio calendario. " (*)
Ma il giorno è arrivato: confortati dalla consapevolezza e dalla memoria, non c'è più bisogno di aguzzare troppo la vista per riuscire a vedere ciò che anche qui ci potrebbe riservare il futuro. Il potere balla il suo girotondo grottesco sulle macerie della cultura, sulla quale rovescia dagli schermi tutto il suo disprezzo: un girotondo sempre più veloce, dove come in un caleidoscopio anche i colori si confondono, quegli stessi colori che ci hanno divisi ed esaltati negli anni sventati e recenti della giovinezza.
Senza essere invitate, ci hanno raggiunti la capacità di sintesi, quella sottile abilità a leggere l'archivio di un calendario, a distinguere le stratificazioni, ma soprattutto - e di conseguenza - la tentazione terminale e terribile di razionalizzare in eccesso, di rendersi conto, di costruire da noi stessi la casella in cui richiuderci, di rimanere con i piedi per terra: altro che utopie da sovrapporre e ordinare nelle fulve e remote formazioni del cielo.
Prigionieri possibili del mostro disgustoso chiamato buon senso.
Per ironia della sorte, la salvezza viene dalla posizione eccentrica della città, distante e lontana dai centri di potere, che costringe in campo professionale alla precarietà, che rende praticamente impossibile partecipare - volenti e nolenti - al girotondo più basso, quello che a volte ci sarebbe permesso, esibiti come eccentrici fiori all'occhiello dai cortigiani più scaltri e avveduti.
La costrizione alla fine desiderata ai percorsi più tortuosi, il rifiuto di una organicità e di una specializzazione professionale, della scelta di un argomento principale di indagine.
Sempre, in primo piano restano il giorno e il momento attuali, la anarchica caparbietà nel seguire la labile intuizione di un momento, e subito dopo il tuffo forsennato nel lavoro - senza certezze, senza contratti - rapiti da un ennesimo progetto fascinoso quanto probabilmente non rentable, lontano dalle tendenze e dalle mode produttive.
Indipendenza, marginalità forse: ma insieme a questo coraggio e orgoglio. E nessuna elemosina.

3. ICI ET AILLEURS.
" Un grande disebriamento, così potrei chiamare il mio stato.
Uno sbarazzarsi di tutti i pesi, una leggerezza di danza, un vuoto, una irresponsabilità, un livellamento delle differenze, una dis-soluzione di tutti i legami, un allentamento dei confini. Niente mi trattiene e niente mi lega, mancanza di resistenza, libertà illimitata. Strana indifferenza con cui scivolo leggermente attraverso tutte le dimensioni dell'essere: dovrebbe essere veramente piacevole, non vi pare? Questo vivere senza fondo, quest'ubiquità perenne, questa quasi totale assenza di preoccupazioni, indifferente e lieve … " (*)
A questo punto, ci vuole una spiegazione a questa esibizione letteraria, da Nietzsche a Bruno Schulz.
Si tratta, semplicemente, di due progetti, uno di una decina di anni fa - e che qui viene presentato - e il secondo di cui mi occupo attualmente, mentre prosegue il lavoro su altri, sull'Argentina e sull'handicap.
Di nuovo, come sempre, mi ritrovo preda di una folgorazione improvvisa per uno scrittore già conosciuto e frequentato anni fa, ma divenuto ora impellente e necessario. A me.
Un viaggio fisico e letterario attraverso gli incubi dell'Europa a cavallo degli ultimi due secoli del secondo millennio, ispirato dagli scritti geniali di Bruno Schulz, che nello stesso periodo e negli stessi luoghi ha consumato tragicamente la sua esistenza fisica, seguendo percezioni e percorsi condivisi con complici compagni d'avventura e di studio.
Un anno di lavoro, qui a Torino, tra testi e biblioteche. E INTERNET. E poi 6000 lunghi, vissuti km tra Austria, Ungheria, Ukraina, Polonia e Germania. Ici et ailleurs.

Purtroppo, la pratica del documentario letterario è molto poco diffusa in Italia e so che sarà molto complicato e difficile riuscire a portare a compimento questo progetto.
Ancora una volta, come sempre.
Comunque - proprio male che vada - si può sempre abbracciare un cavallo in via Po, nei primi anni del terzo millennio.


(*) Bruno SCHULZ,
dal racconto " Il Pensionato " - ne " Il Sanatorio all'insegna della clessidra "
in " Le botteghe color cannella " - Einaudi 1991
en français: " Le Sanatorium au croque-mort " - Gallimard 1994.

Torino, 24 gennaio 2001 (in occasione del mio 47° compleanno)

Alberto Signetto è nato nel 1954 a Cordoba, in Argentina, e vive a Torino.
Si occupa di cinema e comunicazione dal 1970.
E' tra i fondatori della cooperativa ARTKINO (distribuzione cinematografica di qualità:
Wenders, Laing, Wajda, Sanders, etc.) e diventa il responsabile del settore cinema, teatro e comunicazione della libreria COMUNARDI.
Nel 1984 fonda, con altri, la società di produzione cinematografica e televisiva.
ROSEBUD COMPANY s.r.l.
Dal 1992 collabora con la cooperativa INDEX e dal 1998 lavora con Andrea Pedrana al progetto HLPS (Hasta La Pennoira Siempre!)

Lavora come regista dal 1982. contact: hlps.signettoalb@iol.it

FILM
1979 - DALLA NUBE ALLA RESISTENZA di J.M. Straub e D. Huillet
piccolo ruolo ed approccio al set
1980 - O MEGALEXANDROS di T. Anghelopoulos (Leone d'Oro '80)
sei mesi sul set in Grecia come assistente
1981 - MATLOSA di Villi Hermann (Svizzera)
assistente alla regia
1986 - L'ENIGMA di Jean Rouch
assistente alla regia e conduttore dello stage sulle riprese del film

VIDEO
2001 - ADRIANO OLIVETTI. COSTRUIRE LA CITTA' DELL'UOMO
una produzione Archivio Storico Olivetti - 21 x 4' - co-regia con P. Contadini
tutto il materiale audiovisivo interno alla mostra per il Centenario della nascita di Adriano Olivetti. Assemblamento ed edizione dei materiali d'epoca provenienti dai più importanti archivi video italiani (Rai Teche - Luce - Triennale - etc. )
2000 - OPERAZIONE S/F
una produzione HLPS - INDEX - 9'30" - regia
una mini-fiction sulla qualità del cibo e sulla difesa dei prodotti tradizionali dalle generalizzazioni delle leggi comunitarie. Con la consulenza di SLOWFOOD
2000 - DON'T FORGET
una produzione HLPS - INDEX - 3' - regia
un contibuto "cortissimo" alla riflessione sul passaggio del millennio
1999 - ARCHITETTURE OLIVETTIANE A IVREA
una produzione RAI Educational - RAITRE Piemonte - 60' - regia
Adriano Olivetti, il movimento di Comunità e i cambiamenti urbanistici e sociali nella città-laboratorio di Ivrea dagli anni '50 ad oggi.
1998 - LUCI D'ARTISTA A TORINO
una produzione RAITRE - Comune di Torino - 45' - co-regia
Il Comune di Torino affida a 14 esponenti dell'arte contemporanea il compito di illuminare alcune vie della città in occasione delle festività natalizie: cronaca dell'evento dell'accensione, tra gente, attori, musica e spettacoli di piazza.
1998 - ... WHO DREAMT AND MADE INCARNATE GAPS
IN TIME & SPACE THROUGH IMAGES JUXTAPOSED ...
CONVERSAZIONI CON ROBERT KRAMER -
una produzione INDEX - 55' - regia
Una lunga conversazione tra Torino, Locarno e Parigi con il regista americano che ha rappresentato un importante punto di riferimento per il cinema indipendente.
1997 - TAMBURI LONTANI - Pellerossa '97
una produzione INDEX - 90' - co-regia con PierFranco Milanese
Un docu-fiction sul grande festival rock dell'estate torinese
1996 - GOVI A GAVI
una produzione INDEX - Assess. Cultura Regione Piemonte - 55' - regia
Le riprese del film IL DIAVOLO IN CONVENTO (1952) rievocate nel paese dai ragazzini ora adulti che hanno in vario modo partecipato alle riprese
1995 - RIFLESSIONI SULLALLUCE
una produzione INDEX - 15' - regia
Lenin, un piede, una lampadina. Commento fuori campo con un testo di G. Bataille.
Divertissement sulla disoccupazione intellettuale Presentato nel 1994 al
FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA GIOVANI di Torino
1994 - THE FINAL KICK - di Andreas Rogenhagen
una produzione LICHTBLICK KOLN - 56'
Le reazioni dei telespettatori alla Mondovisione della finale della Coppa del Mondo: Italia-Brasile. Girato in 40 nazioni.
Regia della parte italiana, girata a Torino.
1991 - GLI ULTIMI GIORNI DELL'UMANITA'
prod. RAI - GRUPPO COOPER - 13' - regia
L'evento-spettacolo di Luca RONCONI, tratto dal libro di Kraus, nella cornice della fabbrica del Lingotto
1990 - CORSO DI STORIA
prod. LOESCHER - ROSEBUD CO. - 16' - regia
Video di presentazione del nuovo testo di storia per scuole superiori dei Professori Massimo Salvadori e Rinaldo Comba
1990 - LINGOTTO '90
prod. LINGOTTO SPA - CINEFIAT - ROSEBUD - 12'30" - regia
Lo stato delle cose, il progetto, l'avanzamento dei lavori
1990 - ARTE RUSSA E SOVIETICA
prod. FIAT - ROSEBUD CO. - due versioni 8'30" e 50' - regia
Presentazione della grande mostra del Lingotto, con visualizzazione delle maggiori opere e commento del curatore prof. Carandente
1990 - FISH-EYES
prod. ROSEBUD CO. - 55' - regia
Video-collage sul cinema e la sua visibilità televisiva:
una raccolta di brani classici con una sorpresa finale.
Presentato al FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA GIOVANI 1990
1989 - FIAT PROGETTO LINGOTTO
prod. FIAT - ROSEBUD CO. - 5 x 20' - regia
video di documentazione per l'esposizione "LINGOTTO ' 88 - ' 90
LA CULTURA DELLE MACCHINE
IL LINGOTTO FABBRICA
I VENTI PROGETTI
LO STUDIO DI FATTIBILITA'
VERSO IL NUOVO LINGOTTO
Ideazione e realizzazione della Rassegna MUSIC & THE MACHINE.
1988 - WELTGENIE
prod. BAYERISCHER RUNDFUNK UND FERNSEHEN - ROSEBUD CO. - 4'30"
Una video-poesia tratta da "TURIN" di Gottfried Benn, che racconta la follia di Nietzsche a Torino - regia . Selezionato dai Video Festival di:
FESTIVAL CINEMA GIOVANI TORINO 1988,
SALSO FILM & TV 1989,
WORLD WIDE VIDEO DEN HAAG 1989,
SEMAINE VIDEO GENEVE 1989,
RENCONTRES CHAMBERY 1989,
VIDEO FEST BERLIN 1990
LOCARNO VIDEO ART 1990 - Targa Regione Lombardia
1988 - FIAT PROGETTO LINGOTTO
prod. FIAT - coordinamento e regia
documentazione nell'arco dell'intero anno di tutti gli avvenimenti di tipo edilizio, fieristico, convegnististico e culturale che si svolgono nell'ex-fabbrica del Lingotto.
Produzione di video specifici per le varie manifestazioni
ODETTA IN CONCERT
- prod. FIAT - ROSEBUD CO. - 60' - regia
una delle più grandi folk-singer, un monumento nella storia della musica popolare, considerata come una maestra da cantanti come Bob Dylan e Joan Baez
1987 T.I.T. TELE INFORMAZIONE TURISTICA
prod.ROSEBUD CO. - 60' - art director - regia
la prima videorivista europea di informazione turistica, concepita espressamente per l'uso commerciale nelle vetrine delle agenzie di viaggio italiane.
Presentata a B.I.T. Milano 1987
42° FESTIVAL INTERNAZIONALE CINEMA SPORTIVO
- Torino 16 - 22 marzo - regia
ripresa e ritrasmissione in diretta su JUMBOTRON SONY di tutte le manifestazioni sportive, culturali e spettacolari del Festival
5 telecamere + 1 steadycam
42° FESTIVAL INTERNAZIONE CINEMA SPORTIVO
- Torino 16 - 22 marzo - regia
produzione di n° 7 videoquotidiani da 20' ciascuno sulle attività del Festival, distribuiti a 15 televisioni italiane ed estere
TASTAR DE CORDA
prod. Ass. Mus. Contrattempo - ROSEBUD CO. - 6' - regia
video di presentazione della Rassegna di Avigliana sugli strumenti medievali a corda
OMAGGIO A RAUL RUIZ
prod. ROSEBUD CO. - 11' - regia
presentato a Riccione TTV
1986 PROGETTO MUSICA
prod. ASS.TO GIOVENTU' Comune di Torino - RAI 3 - 30' - regia
Rassegna dei gruppi musicali torinesi esibitisi al Big Club in occasione della presentazione del catalogo "Musica a Torino"
APPUNTI DI UNA SCUOLA DI CINEMA . JEAN ROUCH A TORINO
prod. KWK - 7 X 20' - regia
2.PERCORSI 3.SET 4.TECNICA 5.REGIA 6.ATTORI
7.STAGE 8.J.R.
documentazione video divisa per argomenti del lavoro svolto con Jean Rouch sul set di "L'ENIGMA"
GRADITI OSPITI
prod.ROSEBUD CO. - DUNE srl - 30' - regia con Lucia MOISIO
la pubblicità televisiva, vista attraverso il suo esponente più conosciuto: il mobilificio AIAZZONE
PRIMA LA MUSICA E POI LE PAROLE
di A.Salieri
IL GIOCATORE
di L.Cherubini - 2 x 90' - regia
prod. ROSEBUD CO./CONCERTI ITALCABLE
riprese di documentazione delle due opere rappresentate al Festival Musica in Scena di Agliè il 26/8/1986
1985 - SALSO FILM & TV FESTIVAL
prod. ROSEBUD CO.- SALSO FILM & TV - MDP - 40' - regia
un reportage sul più giovane dei festival italiani
1984 A TUTTA BIRRA!
prod. VIDEOSTUFF - 10' - regia con M. Gianotti
video promozionale per il Festival Internazionale della Birra
PRIMO VOLO
prod. RAI Rete Tre Piemonte - 30' - regia
l'aereoporto della città di Torino nelle immagini sognanti di un bambino
L'AEREOPORTO "CITTA' DI TORINO"
prod. RAI Rete Tre Piemonte - SAGAT - 30' - regia
documentario promozionale
TENDENCIAS - BARCELLONA
PRODUZIONE CULTURALE GIOVANILE NELL'AREA DEL MEDITERRANEO prod. ARCI/ROSEBUD - 20' -regia
video informativo sul convegno di Barcellona
MA ESISTONO I NON FUMATORI ?
2'30"
QUANDO GLI SFORZI VANNO IN FUMO!
2'30" - regia
spots pubblicitari anti-fumo per l'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte
1983 COGLIERE UN PAESE
prod. RAI Tre Piemonte - 2 punt. di 30' - regia
un documentario sulla storia ufficiale ed orale in un piccolo centro
RIGHEIRA RAP
prod. RAI Tre Piemonte - 30' - regia
special musicale con i Righeira
1982 SYMPATHY FOR THE ROLLING
prod. RAI Rete Tre - 50' - regia
reportage sulla prima trion fale tournée italiana dei Rolling Stones