circolo culturale amantes
Torino

 

STEFANO FARAVELLI / ENRICO DUCROT

STEFANO FARAVELLI / ENRICO DUCROT > lunedì 1 dicembre 2008
incontro con l'autore alle ore 19.00
proiezioni dalle ore 20.00
fine ore 22.00

Per rimanere fedele alla sua linea, “strane visioni” questa volta presenta un viaggiatore: un pittore che racconta per immagini. Ma non sono soltanto fotogrammi in movimento, sono impressioni che prendono vita in  taccuini di viaggio…  video e…  viaggi veri e propri. Un’esperienza non comune, nata da un’idea di incontro: tra  passione, professione, capacità di raccontare. Sarà Stefano Faravelli a portarci attraverso i suoi mondi, in maniera informale come sempre accade da noi, per farci conoscere la storia di un viaggio e di una passione comune.

Stefano Faravelli presenta Stefano Faravelli
 “Sono nato a Torino il 10 Aprile del 1959, sono sposato e ho quattro figli.
Ho trascorso un'infanzia felice con lunghi soggiorni estivi in un castello all'imboccatura della Val Maira, dove a cinque anni credo di vedere (e mio fratello con me) un uomo molto piccolo con gli occhi da gatto che passa attraverso le porte chiuse. Ho grande confidenza con pietre piante e animali e allevo anfibi di varie specie in un cassetto sotto il letto. Precoce la scoperta della pittura e del disegno: mio padre mi dona a sei anni la sua scatola di acquerelli Lukas.
Folgorante la scoperta dell'Oriente: il mio libro preferito è "Ghirlande d'Iran" un'antologia di miniature persiane (sono le prime immagini di cui ho memoria), successivo ma ugualmente fondante l'incontro con Durer e Bosch (sulla monografia del Baldass).
Le mie letture preferite sono: atlanti, enciclopedie e manuali di zoologia. Frequento il liceo artistico e poi l' Accademia di belle arti di Torino: dopo lunga eclissi creativa (bevo l'amaro calice dell'arte contemporanea) mi iscrivo all'università dove frequento l'istituto di orientalistica e mi laureo con una tesi di filosofia morale; riprendo a dipingere e ne faccio un mestiere svolgendo un'intensa attività espositiva in Italia e all'estero.
Viaggio nel vicino, medio ed estremo oriente.
La mia doppia vocazione di peintre-savant mi orienta quindi verso il carnet di viaggio: nel 1994 esce 'Sindh. Quaderno indiano',a questo primo carnet seguono altri su Cina, Mali, India, Egitto. Ho stretto forti legami con la Biennale du Carnet de Voyage di Clermont-Ferrand e dal 2004 sono presidente dell'associazione 'Segni dagli Orizzonti' per la quale ho creato mostre e incontri sui taccuini di viaggio.
Importante, sebbene circoscritta (1987 -1997) la mia collaborazione, come scenografo, pittore e creatore di marionette, con il "Teatro dei Sensibili" di Guido Ceronetti.
Sono visiting professor dell'USI, università della Svizzera Italiana (scuola del viaggio) e della Scuola Holden Di Torino."

Taccuino di viaggio, Egitto cercando l'Aleph.
Di Stefano Faravelli
Borges racconta che una colonna dell'immensa sala ipostila della moschea di 'Amr, al Cairo, una vera foresta, (le colonne sono romane, copte, bizantine, frutto di infinite spoliazioni), racchiude, ne più ne meno, l'Universo.
“Nessuno, certo, può vederlo, ma chi accosta l'orecchio alla superficie afferma di percepire, dopo un po', il suo incessante rumore”.
Lì si troverebbe appunto un Aleph, un occhio di Dio in questo mondo.
Ho ritrovato quella pagina mentre aspettavo, come rabdomante, i 'segni' che avrebbero indicato la meta del prossimo viaggio: la pagina del libro si è aperta e l'occhio è caduto su quelle righe; il viaggio era deciso. Il Cairo, l'Egitto...

E. Ducrot è un personaggio difficile da raccontare. Enrico rappresenta quella poliedricità di interessi ormai rara in tempi di specializzazioni sempre più estreme. Non è possibile, in poche righe, tracciare linee tentando una mappa di confini, quando si cerca di circoscrivere interessi che negli anni continuano a rappresentare un evidente incontro di passione e professione. Sarebbe facile invece partire viaggiando: da luoghi trascurati dal turismo di massa per raggiungerne altri, talmente noti da risultare invece ancora rivelabili in altro modo, anche attraverso le rotte segnate da Enrico stesso e concretizzate nei suoi Viaggi dell’Elefante. Sarebbe quasi più semplice, in una serata di racconti, ricordare per parole come fa la Biblioteca del Viaggiatore, che spesso accompagnano le immagini: proprio per questo cercheremo nell’incontro del 1 dicembre con Stefano Faravelli, di capire ancora una volta in modo diverso, un nuovo viaggio e soprattutto un nuovo modo di scoprire territori, popoli e passioni attraverso, come sempre, "strane visioni".

E. Ducrot racconta:
Quando con Stefano abbiamo deciso per  l'Egitto, non ho esitato. Chi meglio di Stefano Faravelli poteva interpretare questo percorso,  questo filo rosso che va dall'800 fino ad oggi. Artista, grande  conoscitore del mondo islamico e arabo, Stefano è, come pochi capace  di catturare l'anima del luogo, attraverso una tecnica nella quale  convergono tre aspetti: l'illustrazione, gli appunti e tutta una  serie di piccoli dettagli raccolti durante il viaggio. Un artista  che con la tecnica dell'acquerello, della tempera ed una tecnica  illustrativa itinerante riuscisse a descrivere l'Egitto di oggi, l'Egitto moderno. L'idea di disegnare l'itinerario per antonomasia  mi offre dunque alcune rare opportunità, forse più che i 12.000  libri della mia biblioteca di viaggio. La prima è quella di  viaggiare nei dettagli di un Egitto "diverso" il quale, più che  fuori dai monumenti gettonati, sia ritmato da dei tempi che la feluca e il deserto conoscono da sempre. Tempi obbligati per  Stefano, pittore,  ma che dovrebbero esserlo per tutti.  In secondo  luogo l'occasione di confrontare il vero carnet di viaggio con la grande produzione di artisti viaggiatori che nel XIX e inizio XX secolo vennero travolti dal fascino di questo paese. La sensibilità pittorica contemporanea a confronto con l'orientalismo di studiosi ed artisti del passato. Questi due elementi, il viaggio e il confronto pittorico tra passato e presente, scaturiscono la terza grande occasione di quest'opera: una denuncia. Un'opera dunque sul come "usiamo" male l'eredità del passato. Su come la mercificazione del territorio e della sua identità non si evolvano nel tempo ma ripetano inesorabili gli stessi modelli del turismo di Erodoto.  Errore non certo del solo Egitto, a cui noi touristes avremmo dovuto  dare l'esempio già da tempo. Insomma, un tema quanto mai attuale, un  carnet de voyage contro  i canti delle sfingi del progresso.

 


Le immagini del video sono di Stefano Folgaria http://www.emozioni-invideo.it/home.html

 

 

 

 

Passage to Egypt. Video di Stefano Folgaria

 


Video 1: “IL CAIRO. Umm Al-Dunya”

Il Cairo, la città vittoriosa dai quartieri labirintici, dove appaiono grandiose e perentorie le moschee e le imponenti porte. La storia dell’Islam sotto lo sguardo, tra i segni mescolati di vestigia antiche. E poi la Sfinge “padre del terrore”...






Video 2:“IL CAIRO. Volti segreti”
Volti segreti del Cairo, reliquie discrete da scoprire. Le occasioni di meraviglia sono continue tra le chiese: scrigno di testi mirabili e dottrine dimenticate, in cui la confluenza delle lingue è segno di luce. La Cairo islamica è la città dai mille minareti, foreste di colonne. Borges, nell’Aleph, scriveva che appoggiando l’orecchio ad una di queste colonne è possibile udire il brusio delle voci di tutte le creature di questo mondo...




Video 3: “ABU SIMBEL. Attesa della luce”
Rocce gialle e ocra. Me ne sto accoccolato, senza riparo dal sole che incrudisce, a tracciare rapidi contorni. E poi a File, in cerca di Iside. Mai la scelta del luogo su cui collocare uno spazio sacro è stata indifferente. L’Egitto immagine del cielo: la sua geografia più minuta è il riflesso di qualcosa lassù, nel palinsesto incorrotto della volta celeste. E poi in cerca di pietre ad Aswan e incontri luminosi lungo il cammino...





Video 4: “LA SPOSA DEL NILO. ‘Arus en_Nil”
‘Sposa del Nilo’ è il nome del sandalo, un veliero a due alberi sul quale abbiamo disceso il fiume, trasformato in barca da diporto dal lusso discreto e un po’ fanè. L’equipaggio è composto da sei persone, che nelle ore più calde sonnecchiano all’ombra. Le rive sono piene d vita: bufali se ne stanno a crogiolarsi e poi trampolieri, martin pescatori, aironi, pellicani...





Video 5:“LUNGO IL NILO.
Da Kubanya a Sheikh Fade. Mummie e paesaggi”

Gli ultimi grilli, il ragliare d’asini, il coro assordante delle tortore. Tutto è bello, perfetto, primordiale. Sono le 6.10, ho dormito sotto le stelle e comincio a disegnare appena si annuncia la luce. La ‘Sposa del Nilo’ procede verso il nuovo approdo: una terra di mummie e paesaggi. Quell’Egitto che palpita fuori dalle città...





Video 6: “LUNGO IL NILO. Da Darawa
a Kom Ombo di cammelli, falchi e coccodrilli”

Oggi il menù prevede carne di cammello. Per disegnarlo vivo, uso la mia penna giapponese caricata ad acquerello. Permette di catturare le forme con grande immediatezza. Kom Ombo: tempio tolemaico in cui gli opposti diventano complementari. La luce è nelle tenebre. Le tenebre sono nella luce...