< STRANE VISIONI >
GIACOMO FERRANTE

GIACOMO FERRANTE > domenica 20 ottobre 2003
incontro con l'autore dalle ore 18.30, proiezioni dalle 20.00 alle 21.00

 

BIOFILMOGRAFIA (scritta di mio pugno) di G. Ferrante

Il primo video in assoluto da me realizzato (come saggio di fine corso della scuola Cammelli diretta da D. Segre e G. Volpi) risale 1990 e fu " SE PRENDESSERO LEI E LO MANDANO VIA?" titolo preso da una frase di uno dei personaggi dello stesso video rivolta ad un altro individuo in una accesissima discussione (e in alcuni momenti anche esilarante) tra ex immigrati del meridione d'Italia a proposito dei neo-immigrati stranieri. Questo primo video è nient'altro che un luogo piano-sequenza (senza interventi di montaggio) della durata di circa otto minuti. Mi piace ricordare che anche se questo relativamente breve lavoro è firmato dal sottoscritto (e da un certo Ezio Riberi, un altro allievo del corso che non ho mai più rivisto), in realtà non ha regia, o meglio, l'autore in questo caso è tale solo nel fatto che sceglie di filmare quell'evento anziché un altro.

L'anno successivo, 1991, realizzai con altri due allievi del corso (Enrico Verra e Renato Ricatto) "REAL FALCHERA FOOTBALL CLUB" che rimane ancora oggi il mio video più famoso (e più premiato nel circuito delle rassegne di cinema indipendente).
Real Falchera è il mio film più personale, quello in cui più che in qualunque altro da me girato, metto a nudo me stesso attraverso le parole, i gesti, i tic, i modi di essere espressi nel film da coloro che erano (e sono) gli amici coi quali sono cresciuto nel quartiere della Falchera.

Nel 1992 con "UOMO DELLA PIETRA" volli ritrarre un personaggio abbastanza noto negli anni precedenti ai frequentatori del mercato di Porta Palazzo, Maurizio Marletta. Uno che ai suoi tempi riusciva a vivere facendo spettacoli in strada. Il suo pezzo forte era il "sollevamento" di una grossa pietra. Nel video egli si racconta col suo modo di esprimersi del tutto particolare e si esibisce nel suo vecchio spettacolo con la verve dei bei tempi. Tra l'altro gli piace ripetere che ha recitato in un film di Pasolini e si vanta eccome di ciò.

L'anno dopo realizzai ben tre video (tutti presentati ai soliti festivals, cinema giovani di Torino (ora Torino Film Festival) e Anteprima di Belluria: due "fiction", " L'ANGURIA" e "IL PALLONE" e di un documentario " FRAMMENTI DI VIAGGIO". A proposito dei due video "di finzione", non so quanti tra i non tantissimi spettatori abbiano pensato che potessero essere alcune mie "riflessioni" (chiamiamole così) su due concetti niente male come il comunismo (l'Anguria) e l'anarchia (Il Pallone). Invece il terzo lavoro è un po' la cronaca di un viaggio in treno alla volta di Roma da parte di alcuni militanti di partito che non volevano rassegnarsi all'idea di dover cambiare "nome e/o sostanza" alla propria "onorata storia di comunisti italiani".

Nel 1994 realizzai un breve video, "FRAMMENTI DI QUARTIERE", montando alcune scene girate negli anni precedenti sempre alla Falchera e sempre tra alcuni miei amici. Ancora quell'anno partecipai per la prima volta ad un film collettivo "MILANO 25 APRILE 1994". Trattatasi di un documento a proposito dell'imponente manifestazione tenutasi a Milano, sotto la pioggia, all'indomani dell'avvento del "governo Berlusconi".

Anche nel 1995 produssi un video con materiale d'archivio: "IL PENULTIMO LUSTRO ROSSO DEL SECOLO - Aspettando l'avvento del nuovo millennio" , composto per lo più da immagini girate (grazie ancora una volta alla Cammelli di D. Segre) durante i congressi torinesi del P.C.I. poco prima della sua spartizione in due diversi partiti (un po' come "La Cosa" di Morettiana fattura, solo che in questo caso trattasi di "Cosa" torinese).

Nel 1996 realizzai due video: "ALZABARRIERA" e "STRANAMORE - Attenti a quei due". Il secondo nacque dalla costola del primo, nel senso che non doveva nascere per niente, ma gli eventi mi portarono a realizzarlo quasi più per volontà dei due protagonisti stessi (Massimo Ferrante e Claudio Di Carlo) che di me medesimo. Siccome Alzabarriera era una video-inchiesta sui giovani della zona torinese della Barriera di Milano (comprendente anche la Falchera stessa), raccogliemmo con un gruppo di lavoro di ben dieci persone ( il collettivo " 2 MAGGIO '96") diverse decine di interviste a giovani della zona; le domande vertevano su argomenti quali la televisione, la politica, il lavoro, la disoccupazione, la scuola, le speranze per il futuro, etc. Tra tanti ragazzi interpellati, quei due proprio non riuscimmo a "portarli" al tema che ci eravamo prefissi. A loro premeva di più parlare di altri argomenti: il rapporto con l'altro sesso, l' amore, la coppia, etc. Decidemmo allora di "seguire" per una volta noi "l'oggetto" delle nostre interviste e ne venne fuori un breve video autonomo di tredici minuti (probabilmente il più comico tra tutti quelli realizzati) che inaspettatamente vinse pure il primo premio di un Festival si S. Benedetto del Tronto, il "VIDEOJEANS - Aspetti della condizione giovanile".

Per quanto riguarda Alzabarriera, fu il primo (e finora unico) mio lavoro che venne programmato integralmente da un canale TV nazionale (seppure a notte inoltrata).

Nei due anni successivi (1997 e 1998) non riuscii a produrre nulla perché l'impiego che mi dà da vivere (non pensavate mica che "vivessi di cinema!"), non me ne lasciò il tempo, né i soldi, né la voglia.

Solo nel 1999 tornai a realizzare un corto di dieci minuti dal titolo "VIVA LA GUERRA". In questo caso, per la prima volta, decisi di utilizzare materiale registrato direttamente dalla TV e non dalla mia storica videocamera (la per me mitica "Handycam Sony CCD-F 304 E" dal nastro Video otto).

La voglia di "dire la mia" a proposito della "1° guerra italiana di offesa" da parte di un governo sedicente di centro sinistra ( il Governo D'Alema) in concorso con altri paesi NATO in Kosovo, mi portò a montare, con un fondamentale supporto musicale della discografia di Edoardo Bennato (le canzoni: "Viva la Guerra" e "Arrivano i buoni" degli Anni settanta) questi dieci minuti di "malinconia senza rassegnazione".

Nel 2000 ci fu un'ennesima "prima volta" nel mio percorso "videocreativo", cioè mi fu chiesto di realizzare un lavoro. Per la prima volta avrei fatto qualcosa che non era una mia idea, una mia iniziativa. Com'è ovvio mi preoccupai subito di avere la più completa libertà ed una volta certo di questo partii alla realizzazione di "BARRIERA D'ITALIA - Torino Pop".

L'idea (di Isidoro Carrera, uno storico animatore di un noto locale ARCI, l'Anatra Zoppa) era quella di voler far emergere alcuni aspetti storici di Barriera (ancora una volta un video "LOCAL").

Siccome sono figlio di questa zona di Torino (ci sono nato, cresciuto ed ho imparato a conoscerne alcuni difetti ed alcune virtù) accettai con entusiasmo di mettermi a lavorare a quelle condizioni. Era la seconda volta che potevo realizzare un film senza doverlo anche produrre di tasca mia (la prima fu Real Falchera, realizzato interamente grazie a di un contributo economico della rassegna FILM MAKER di Milano); infatti il film fu realizzato col contributo della stessa ARCI - Nuova Associazione e del Comune di Torino.

L'anno successivo (2001) non potei non fare qualcosa a proposito di ciò che accadde a Genova nel mese di Luglio.
Stavolta decisi di utilizzare immagini prese da quotidiani e riviste nazionali (fotografie e titoli sulla cosiddetta "Battaglia di Genova"), raccolsi delle voci a Torino durante alcune manifestazioni successive a quei giorni (del Torino Social Forum e dei sindacati confederali) con un semplice registratore audio, aggiunsi delle musiche a mio parere adatte a e ne uscì "IL RAGAZZO", già finito e montato nel mese di Agosto dello stesso 2001. A differenza di decine di altri filmati girati a Genova, il mio pensiero corse subito all'unica cosa veramente grave che successe in quella città in quei giorni e cioè la morte di un ragazzo di ventitré anni per mano d'un altro ventenne.

Nel 2002, cioè quest'anno, ho realizzato un cortometraggio di 24 minuti interamente incentrato su un personaggio che conobbi casualmente per strada qualche tempo fa, del quale non so neanche il nome. Ho intitolato il video "POESIA" ed anche questo è stato realizzato in maniera molto semplice, con inquadrature in primo e primissimo piano mentre lui parla e racconta quella che è ed è stata la sua vita. Mi sembra decisamente "poetico" il suo modo di parlare e gli scenari che evoca (Napoli, le moto, i cavalli, le fidanzate, il gioco d'azzardo, il carcere, la poca voglia di lavorare da giovane, la grande fatica dell'odierno lavoro, la famiglia, gli amici, etc.) per questo il video s'intitola così.

Forse il mio prossimo lavoro parlerà del Sud Italia, laddove risalgono per eredità familiare le mie radici. Come sempre alla continua ricerca di me stesso.