circolo culturale amantes
Torino

 

GIGI ROCCATI

GIGI ROCCATI > lunedì 20 dicembre 2010
incontro con gli autori alle ore 19.00
proiezioni
tra le ore 20.00 e le ore 21.30

GIGI ROCCATI


Il mondo che verrà. Cesare Roccati. ‘08.
Quella di mio padre è una storia di Giornalismo, Etica e Libertà che attraversa la seconda metà del secolo breve con la lente dell’informazione. Ed in particolare l'esperienza unica della Gazzetta del Popolo, in quella stagione che dall’autunno caldo portò all'autogestione del giornale nel 1974, e arriva fino agli anni ’80 con la chiusura della storica testata e l'esodo dei giornalisti alla Stampa. Una riflessione profonda sulla storia recente e sul giornalismo guidata dalle testimonianze dei colleghi e di quanti con lui, hanno condiviso il cammino.

Diceva Papà: “Per capire una persona bisogna conoscere chi con lui ha vissuto, nessun uomo è un’isola”. E così ancora gli anni duemila, dopo l'11 Settembre, quando mio padre in pensione continuò a raccontare e fare memoria attraverso la pittura. L'esplosione di colori in idee come personaggi e pagine di un giornale immaginario. Un tempo di straordinaria libertà espressiva e consapevolezza del presente, vissuta sempre guardando al futuro. Una ricerca per comprendere i destini del mondo che verrà attraverso la storia. Guardando al futuro, con cuore antico.

General Suleiman. Il videoclip di Zeid and the Wings (girato a Beirut)
Innamorandomi di Beirut ascoltavo la musica Zeid, quando l'ho conosciuto gli ho detto che volevo girare il video della sua canzone, General Suleyman. Insieme abbiamo iniziato un viaggio attraverso la vibrante bellezza, energia schizofrenica, e i personaggi colorati di questa città, vero ponte tra Oriente e Occidente. Un MELTIN'POT sotto la bandiera libanese, ballando al groove di Zeid and the wings. Questo è ciò che abbiamo trovato.

La strada per Kabul. Gigi Roccati, prodotto da Federica Mariani con SGI - Società Generale dell'Immagine - con il sostegno FCTP per “La storia siamo noi”.
La strada per Kabul e' un viaggio nell'Afghanistan di oggi, un paese che lotta per risorgere dalle ceneri di una guerra senza fine. E poi nella storia degli Alpini, truppe da montagna, attraverso le due guerre mondiali. Dalle montagne dell’Hindu-Kush, con vette di 7000 metri davanti a distese di terra scura come spezia rossa, nella via della seta, alle trincee insanguinate del primo conflitto. Dalla steppa infinita della disperata ritirata di Russia raccontata da Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli, all'unica, necessaria battaglia del secolo breve: la resistenza al nazi-fascismo. Questo ciclo di guerre e montagne ci riporta in Afghanistan, tra i distretti rurali della regione di Kabul, viaggiando con soldati di ISAF, polizia Afghana e Croce Rossa Internazionale. La strada per Kabul diventa  così un passaggio per comprendere il presente, guardando al futuro con cuore antico.

Come l’ala del vento. Storia di giornalismo, libertà e Amore
Progetto di documentario di Gigi Roccati sulla storia del Padre, Cesare Roccati
work in progress "Ricordando Cesare".

 “Ciò che vale per i poeti, vale anche per gli uomini comuni e per i popoli. Ognuno di noi ha bisogno di memoria, ma invecchiando ne perde un po’. Senza accorgersene rimuove momenti preziosi della sua vita individuale e collettiva. Così sta avvenendo per i popoli. A un certo punto della loro storia sembrano non ricordare più nulla, le loro radici, i loro errori. Accadeva in passato e accade sempre di più oggi in tempi di globalizzazione.” (Cesare Roccati)

 

Biografia breve:
Gigi Roccati, classe 1979, è regista cinematografico e  documentarista. Diplomato alla London Film School, con un master presso la London Metropolitan University,  con il suo corto di laurea “Chloe Travels Time” vince una intership presso gli Universal Studios  di Los Angeles, USA. Con i successivi cortometraggi presentati al Festival del Cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, rientra in Italia dove si dedica ai documentari. Approda nel 2006 a RAI 3 dove lavora due stagioni a Sfide e successivamente con “La Storia Siamo Noi”. Per documentari viaggia il mondo tra Cina, Russia e Afghanistan, Stati Uniti, Cuba, Sud America e Medio Oriente. Collaborando come foto giornalista per numerosi giornali italiani. Nel 2008 Roccati termina la collaborazione al documentario sulla tragedia della  Thyssen Krupp di Torino “La classe operaia va all’inferno”. Dal 2009 è impegnato nella realizzazione di un documentario sull'Afghanistan dal titolo “La strada per Kabul”. Con questo viaggio Roccati realizza anche il suo primo libro di foto giornalismo “Road to Kabul”, edito dalla casa editrice Contrasto, in uscita da settembre 2010. Attualmente sta preparando il suo esordio cinematografico.

 


Tratto da: "General Suleiman"


Tratto da: "General Suleiman"


Tratto da: "Ricordando Cesare"


Tratto da: "La strada per Kabul"



Tratto da: "La strada per Kabul"