GIUSEPPE VARLOTTA

GIUSEPPE VARLOTTA > lunedì 26 marzo 2007
incontro con l'autore alle ore 19.00
proiezioni dalle ore 20.00
fine ore 22.00

FILMOGRAFIA (.pdf)

Giuseppe Varlotta

Giuseppe Varlotta é un giovano regista artigiano che ha confermato il suo talento con il corto Nanà, uno dei 25 film di autori indipendenti scelti tra gli oltre 400 presentati alla selezione del Concorso Spazio Italia 2004.

Sul sito www.giuseppevarlotta.com trailer, dettagli e approfondimenti.

NANÀ

Italia, 2004, 35mm, ' 20, col.
Regia, soggetto/Director, Story Giuseppe Varlotta
Sceneggiatura/Screenplay Edo Bechis, Carlo La Chimia, Emanuele Iaconi, Giuseppe Varlotta
Fotografia/Director of Photography Piero Basso
Scenografia/Set Design Francesco Sung,
Edo Bechis, Giuseppe Varlotta
Costumi/Costume Design Carola Fenocchio
Montaggio/Film Editor Fabio Poletto
Musica/Music Alberto Mandarini
Suono/Sound Mirko Guerra, Sonia Portoghese
Interpreti e personaggi/Cast and Characters Felice Andreasi (Nandu), Birba (Nanà), Bebo Storti (Valerio), Ilaria Squassino (ballerina), Mario (Mario Monicelli)

Nandu è un cercatore di tartufi, un uomo solitario e apparentemente burbero. Vive in simbiosi con la sua cagnetta Nanà, che porta il nome di una ballerina di cui era innamorato. Dopo che Valerio, il veterinario del luogo, salva Nanà dall’avvelenamento, tra i due uomini si instaura un rapporto d’amicizia profondo, tanto che, alla morte di Nandu, Valerio erediterà l’abitudine di andare tra i boschi alla ricerca delle mitiche pepite di tartufo. Ma tra i boschi, spesso, il mito e la realtà si intrecciano.

«Storie di uomini, storie d’amore tra uomini e animali e tra gli uomini e la terra che li ospita e li nutre. La dimensione creata è atemporale, proprio per rendere una realtà che in fondo scorre parallela alla nostra, un mondo comunque staccato, diverso, che porta una poesia sconosciuta a noi, dove il contatto primitivo con la terra – ormai perso dal nostro mondo – è ancora forte e senza tempo. In questo senso non c’è un vero e proprio confine tra il mito (la pepita d’oro, Nandu, la sua apparizione dopo la morte) e la realtà dura ma tenera dei cercatori di tartufo» (G. Varlotta).